Myriam Laplante, Autoportait 1997.png

PHANTASMA

Monica Carocci

Guglielmo Castelli

Nick DEvereux - Wilfrid Almendra

Myriam Laplante

Gioacchino Pontrelli

Alessandro Scarabello

 

OPENING giovedì 21 FEBBRAIO 2019

Fino al 3 MAGGIO 2019

 


"Nel linguaggio della critica e dell’estetica, il fantasma è la visione, l’immagine quale si presenta all’intuizione del poeta, e dell’artista in genere, e che questi traduce in realtà poetica con parole, o suoni, linee, colori”.

Dal vocabolario Treccani, definizione di “fantasma"

 

Francesca Antonini Arte Contemporanea è lieta di presentare Phantasma, una collettiva che vede sette artisti confrontarsi a coppie rispetto al tema del fantasma, assunto a simbolo del ragionare a proposito delle dicotomie tra presenza/assenza, visione/apparizione, presente/passato, realtà/ricordo. Un gioco binario di rimandi che rimbalzano tra il terreno e l’ultraterreno, in un territorio ambiguo popolato di immagini e segni sempre in procinto di svanire.

Tre degli artisti della galleria – Carocci, Castelli e Pontrelli – sono stati chiamati a dialogare con altrettanti “ospiti” – Devereux/Almendra, Laplante e Scarabello – attivi nell’ambito della pittura, della fotografia, della performance e dell’installazione, con un’accurata selezione di lavori che comprende opere ideate appositamente per questa occasione di relazione e specchiamento reciproco.

L’autoritratto evanescente di Myriam Laplante, al quale si affianca una danse macabre che appare sospesa nel tempo, è il punto di partenza di questo progetto a più voci. Gioacchino Pontrelli ne rilegge gli spazi, restituendo la propria lettura pittorica di quelle che paiono perfette scenografie per un teatrino di ectoplasmi. Sulla superficie dello specchio, laddove la realtà si divide dal suo doppio illusorio, i due artisti si scambiano di posto: è Laplante, osservando una piccola tela di Pontrelli, a farne una soglia tra mondi contingenti e uno sfondo per un brulicare di forme biomorfe.

Sembrano attingere allo stesso paesaggio cinematografico e allucinato le opere di Monica Carocci e Alessandro Scarabello, giocate sui toni del bianco e nero per ridurre il discorso alla sola dialettica tra luci e ombre. Nelle stanze vuote di Scarabello, dietro ai tendaggi che nascondono una profondità avvolta nel buio, possono apparire come lampi di luce le figure della Carocci. D’altro canto, il personaggio senza volto che si mostra e insieme si nasconde in una carta dell’artista romano – un autostoppista che incarna uno degli incubi ricorrenti della filmografia americana – condivide la natura evanescente e sfuggevole delle entità immortalate nelle immagini della fotografa.

La pittura di Guglielmo Castelli descrive e discioglie in grumi di colore e acide lumeggiature corpi che si muovono anch’essi all’interno di stanze chiuse, velate di tappezzerie e popolate da piccole presenze animate. Una simile impossibilità di restituire le linee di un volto di cui si conserva lontana memoria, che l’artista costruisce e distrugge pennellata dopo pennellata fino a contraddire la natura stessa del ritratto, anima i dipinti della serie Known Unknown di Nick Devereux. Insieme a Wilfrid Almendra, l’artista ha dato vita a busti scultorei ottenuti con frammenti di materiali vari, schegge, residui: un tributo a muse antiche, che diventa monumento alla consunzione, allo scarto e alla caducità della materia.


NICK DEVEREUX

Nato a Panama nel 1978, vive e lavora a Parigi. Tra le numerose sedi pubbliche e private che hanno presentato sue mostre personali si segnalano il Museo Pietro Canonica (Roma, 2017), Villa Medici (Roma, 2016), la Fondazione Querini Stampalia (Venezia, 2013) e la galleria Bugada & Cargnel (Parigi). Le sue opere fanno parte delle collezioni del Fonds National D'Art Contemporain (FNAC) e del Centre National des Arts Plastiques (CNAP).

 

WILFRID ALMENDRA

Nato nel 1972 a Cholet (Francia), vive e lavora tra Marsiglia (Francia) e Casario (Portogallo). Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Manchester, Lisbona e Rennes, tra le personali di maggior rilievo si ricordano: Matériologique alla Fondation d'Entreprise Ricard di Parigi (2013) e Le Little Palais par Wilfrid Almendra al Palais de Tokyo di Parigi (2017). Nello stesso anno partecipa a due differenti residenze d’artista: la Résidences internationales de la Compagnie Fruitière, in Cameroun e una successiva al Palais de Tokyo di Chicago.

 

MYRIAM LAPLANTE

Nata in Bangladesh nel 1954, vive e lavora a Bevagna (Italia). Il lavoro di Laplante è stato presentato più volte tra Italia, Europa, Canada e Asia. Del 2017 la partecipazione a La fenomenologia dell’assenza presso il Museo MACRO (Roma). Il suo lavoro è presente in molte collezioni pubbliche: dai musei canadesi Musée du Quebec e Musée National de la Photographie, alla Galleria Nazionale d’arte Moderna e la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Roma, e al Museum of New Zealend Te Papa Tongerewa a Wellington.

 

ALESSANDRO SCARABELLO

Nato a Roma nel 1979, vive e lavora a Brussels. Del 2016 le sue ultime mostre personali: The Garden of Phersu presso The Gallery Apart di Roma e The Gentlemen presso Cecilia Jamie Gallery di Ghent (Belgio). Dello stesso anno la collettiva Praestigium Contemporary Artists from Italy a cura di L. Beatrice, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Più recente la sua partecipazione a Rendez vous – Serena Fineschi, Alessandro Scarabello with Hans Op de Beeck al Royal Museums of Fine Arts of Belgium (Brussels). 

 

MONICA CAROCCI

Nata a Roma nel 1966, vive e lavora a Torino. Nel 2018 realizza per Cute Onlus un progetto di beneficenza Un viaggio in Uganda che espone prima a Torino da Alberto Paola e poi a Roma da Francesca Antonini, che l’anno precedente ha presentato la sua personale Outer Space. Alla Triennale di Milano (2017) ha partecipato alla collettiva L’altro sguardo a cura di Raffaella Perna. Nel 2016 il suo lavoro è parte di Time is Out of Joint alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (Roma) e di Liberi Tutti, a cura di Cristiana Perrella e Luca Beatrice al Museo Fico di Torino.

 

GUGLIELMO CASTELLI

Nato a Torino nel 1987, dove vive e lavora. Goodmorning Bambino è la sua ultima mostra personale, tenutasi alla Künstlerhaus Bethanien di Berlino nell’ottobre del 2018 a termine di un progetto di residenza di 12 mesi. Lo stesso anno espone in diverse collettive a Siena, Bruxelles, Berlino, Singapore, Parigi e a Roma è tra gli artisti partecipanti a Q-Rated, Workshop della Quadriennale. Dell’anno precedente la personale presso la Sala Reale della Stazione di Torino Porta Nuova, Asomatognosia, a cura di Treti Galaxie.

 

GIOACCHINO PONTRELLI

Nato a Salerno nel 1966, vive e lavora a Roma. Tra le sue recenti personali: Una specie di equilibrio, alla Pilies Gallerija di Vilnius (Lituania), Memorie di ragazzi per bene al MAC di Lissone e Non chiedere da Francesca Antonini Arte Contemporanea. Dello stesso anno la partecipazione alle collettive Twiner #6. Liveliness a cura di Ex Elettrofonica alla Centrale del Tennis di Roma e De prospectiva pingendi a cura di Massimo Mattioli a Todi. Del 2016 la personale Bedroom al MACRO, Roma.